In queste vesti non sono altro che un tramite fra il signor Q e voi. Già, perché mi ha lasciato una lettera dove spiega sommariamente cosa gli è capitato da un anno a questa parte, nel quale non ha mai fatto sapere nulla di sé. A nessuno.
Bene, eccola riportata.
Cari,
Joy è triste e io muoio ogni notte.
Saluti
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edizione speciale primo maggio



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È di oggi la notizia che vede protagonista il Premier dello stato delle Bahamas, Frank Ronald Johnson, autore (secondo i tabloid locali) di un mega finanziamento a favore di un’azienda affiliata al marchio Subbuteo.
Stanco di non veder rappresentata la propria nazionale di calcio negli scaffali dei negozi di giocattoli, il buon Johnson ha ingaggiato un’equipe di miniaturisti cinesi, i quali hanno realizzato fin nei minimi dettagli le riproduzioni dell’attuale squadra nazionale delle Bahamas.
Le reazioni sono state molto diverse nei vari ambiti, dalla FIFA alla semplice carta stampata. La prima dichiarazione è stata di Joseph Blatter: “Non credo che Johnson abbia fatto bene a spendere tutti quei soldi, anche se è sempre più onorevole un gesto simile che cadere in area al 92° di un ottavo di finale di un mondiale”. Poi è toccato a Michel Platini: “Personalmente, è una cosa che mi fa sorridere. Quasi come vedere Totti prendere calci in ogni parte del campo”. Infine, si è espresso l’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi: “L’avrei fatto anch’io. Anzi, fossi in Johnson riconterei uno per uno i giocatori. I cinesi, si sa, hanno il broglio nel sangue. E mangiano bambini, mi consenta”.
La stampa locale, dopo essersi limitata a riportare la semplice notizia, ha scagliato una forta accusa a Johnson e a come si dedica alla gestione dei fondi. È sua la colpa, anche secondo l’opinone pubblica, del fatto che non ci siano più i soldi per iscrivere la nazionale di calcio stessa alle prossime qualificazioni per Sud Africa 2010.
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Partiamo dal presupposto che c‘è gente non interessata allo sport, tipo che la incontri per strada e vorresti salutarla, ma questa gente qui ti anticipa proprio nel mentre che stai per dare fiato alla bocca, e ti dice “Il calcio non è la verità”. Ecco, vabbe’, passi avanti e nemmeno ci pensi più, come giusto che sia.
Poi, mentre sei a casa e fai zapping, un po’ ci ripensi: sì, perché sennò saresti costretto a cedere alla tentazione di cercare ‘Berlusconi Silvio’ sulle pagine bianche, per urlargli “No dai, dico davvero, le schede te le conto io, basta che la pianti!”, ma fortunatamente sono già le 20:01 e tua madre ti dà il piatto di pasta fumante perché non puoi mica mangiare durante la partita, dovessi lanciare il cibo sul soffitto.
Alle 20:30 inizia finalmente il Derby capitolino, che è ben diverso da quello della “Madunìna” e quello della “Lanterna”, senza contare poi quello della “Mole”: ora, a parte gli scherzi, io non vi vedo mica, nel resto d’Italia, a prendervi per il culo pesantemente per una partita di calcio. Non ho mai sentito il Berlusca affermare che “è meglio essere frocio che interista”, o un politico doriano a caso dire la stessa cosa sul Genoa. Ecco, quello che ha litigato con la Mussolini, come cazzo si chiama, OH!, quello che stava alla sanità... Vabbe’, ‘sto tizio qua, romanista, l’ha detto (Ah, ecco, Storace. Grazie Anto’) dando contro ai laziali.
Insomma, inizia il derby e non è una bella cosa. Ogni azione che parte dalla trequarti in su è un potenziale “A MERDEEEEEEEEE!” che potresti andare prontamente a urlare a un qualsivoglia laziale nelle vicinanze (cacchio, s‘è scoperto che sono romanista). E così, però, vale pure il contrario. E tipo che se tu sei uno abituato a contare i passaggi e a scorgere le incursioni sulla fascia o l’altalenante linea difensiva di uno schieramento a quattro, durante il Derby capitolino l’unica cosa che conta è vedere la palla dentro la porta avversaria.
Ricordiamo tutti il mese di festeggiamenti che nemmeno ai tempi dell’antica Roma sarebbe stato immaginabile, grazie a quell’autogol di petto segnato dal laziale Negro (Paolo Negro, eh…).
A dir la verità, non mi ricordo più di cosa sto parlando. Ma se proprio volete indagare, vi consiglio di andare su google e digitare “lazio-roma 10 dicembre 2006” e “rimozione freudiana”.
Ora, se siete stati attenti, vi ricorderete del presupposto iniziale: bene. Sono convinto che molta gente del tipo descritto all’inizio si annida qua dentro. Senza rancore però, eh!
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Nuvole indolenti
sussurrano la morte
di un ciclista fra l’erba
torna di scatto il pensiero
al clacson che rimbomba
fra le pieghe
del termosifone
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