2. · 6 settembre, 23:32

francesca


le tue labbra ogni tanto mi fanno pensare alla morte; come morirci dentro e non voler più tornare;
e se vuoi, se lo vuoi davvero, ci costruiremo un nostro stupido universo, con le stelline fosforescenti sul soffitto a farci da cornice di notte;
vorrei dire che
senza qualcuno noi non siamo nulla
vorrei dire che
senza un orario, una meta; noi non siamo nessuno
ed è bello andarsene così – stupidamente ingenui continuiamo;
vorrei dire che
abbiamo una strada; senza noi non siamo nessuno.
Vorrei una cantina chiara dove incollare alle pareti le nostre stupide stelline;
vorrei
vorrei dire che.
Cent’anni di solitudine non mi basterebbero
e nemmeno a te
per le nostre ferite—-
se tu hai bisogno di sicurezze
io ho bisogno di respirare.

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Testamento di una giornata d'agosto · 6 settembre, 09:33

stefano


Nuvole indolenti
sussurrano la morte
di un ciclista fra l’erba

torna di scatto il pensiero
al clacson che rimbomba
fra le pieghe
del termosifone

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agosto · 5 settembre, 23:55

francesca


1. pensami
quando non saprai più dove andare
bagnati le labbra
e colpiscimi
con le tue parole simili a sassi
grigie
nel buio di questa città

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Trarre un cubo da giornate estive · 5 settembre, 14:15

stefano


linee simmetriche
                       a spasso sotto i peschi infantili
mangiano gelati artigianali
                           poi
                              vomitano al suono
                                             dell’ombra

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